30 Gennaio 2009
E' stato siglatolo scorso 3 dicembre a Roma, presso il Ministero della Salute, il primo protocollo nazionale firmato da 15 banche degli occhi per garantire tessuti più rapidi e sicuri ai bambini in attesa di trapianto di cornea.
Questo lo scopo del progetto "Una cornea per un bambino", voluto e attuato dalla Società Italiana Banche degli Occhi (SIBO) in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti. Il protocollo vede impegnate le strutture sanitarie di quindici regioni italiane: dal Lazio al Veneto alla Sicilia, i centri di riferimento regionali aderenti si mobiliteranno per far fronte all'urgenza e reperire il miglior tessuto disponibile nel raggio dell'intero territorio nazionale, e per procedere ai trapianti da effettuare su bambini da 0 a 12 anni.
Tutte le malattie che provocano una grave alterazione della cornea conducono infatti alla cecità parziale o totale, e in molti casi il trapianto rappresenta l'unica possibilità terapeutica. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le patologie della cornea, a livello internazionale, sono responsabili del 20% dei casi di cecità, al secondo posto dopo la cataratta. Il trapianto di cornea su riceventi di giovane età (bambini da 0 a 12 anni) viene eseguito per curare patologie congenite, infiammatorie (come le infezioni) e gli esiti di gravi traumi oculari. In particolare il cheratocono, malattia congenita che colpisce più frequentemente i giovani, che provoca uno sfiancamento della cornea e ne compromette la struttura.
Queste patologie colpiscono anche pazienti in età pediatrica, in alcuni rari casi anche bambini di età inferiore ad un anno sono stati sottoposti a trapianto, ma non sempre sono a disposizione i tessuti più adatti per questa particolare e delicata categoria di riceventi.
«Oltre alla più difficile esecuzione chirurgica e ai problemi del follow-up nel caso di pazienti molto giovani, il trapianto di cornea in età pediatrica può essere quasi sempre considerato un intervento da eseguire con urgenza» spiega il Presidente in carica di SIBO, Diego Ponzin, «se il paziente ha meno di 5-6 anni, infatti, il trapianto di cornea serve ad assicurare lo sviluppo di una normale funzione visiva dell'occhio che, in caso contrario, può rimanere ambliope (cosiddetta sindrome dell'occhio pigro). In ogni caso, il veloce ripristino della funzione visiva è essenziale per un corretto sviluppo psico-fisico dei bambini».
In considerazione della lunga aspettativa di vita di pazienti così giovani, è importante che il trapianto di cornea in età pediatrica sia eseguito con tessuti dotati di caratteristiche biologiche eccellenti. Uno studio effettuato da SIBO su 3.200 trapianti di cornea eseguiti in Italia da gennaio 2007 a giugno 2008 (circa il 40% del totale dei trapianti eseguiti in Italia nello stesso periodo) dimostra che il fabbisogno di tessuti corneali per riceventi di età uguale o inferiore a 12 anni potrebbe essere di 1 - 2 cornee/mese.
«La firma dei responsabili delle 15 banche degli occhi italiane sancisce l'impegno a rintracciare in tutto il territorio nazionale il tessuto migliore e più adatto» ha confermato il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa.
L'accordo permetterà inoltre la realizzazione da parte di SIBO di un data base per registrare, in forma anonima, le informazioni relative al tessuto e agli interventi, in modo da produrre un report annuale sull'utilizzo dei tessuti in età pediatrica.
Fonte: Adnkronos Salute
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