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L'intervento
La storia e l'evoluzione del trapianti di cornea Da quando è stato effettuato la prima volta con successo, nel 1906, il trapianto di cornea ha subito una costante evoluzione quantitativa e qualitativa. In generale, i dati della letteratura evidenziano che la percentuale complessiva di sopravvivenza del lembo innestato, cioè la capacità della cornea trapiantata di rimanere trasparente e di restituire all'occhio operato una visione migliore, è circa 90% a un anno, ma scende al 74% a 5 anni, e al 62% dopo 10 anni. Nel corso degli ultimi 10 anni, si è assistito ad uno sviluppo significativo nel campo del trapianto di cornea in Italia. Tale chirurgia si è infatti trasformata da attività sporadica, eseguita in modo quasi pionieristico in alcuni centri, ad attività programmata e diffusa su tutto il territorio nazionale. Benché non si possa parlare di soluzione del problema del trapianto, la situazione relativamente alla raccolta e disponibilità di tessuti, e ai tempi di attesa, sta migliorando. In Veneto e in Friuli Venezia Giulia, i tempi di attesa sono di 1 mese.
Quali sono le tecniche di trapianto Il trapianto di cornea (cheratoplastica) è un intervento di microchirurgia, eseguito con l'aiuto di un microscopio operatorio. Il chirurgo rimuove la cornea malata e la sostituisce con la cornea sana di un donatore.
- Se la patologia compromette l'intera cornea, il chirurgo effettua una cheratoplastica perforante sostituendo tutti gli strati malati
- Se la patologia compromette solo gli strati superficiali, il chirurgo li sostituisce con un lenticolo corneale (cheratoplastica lamellare)
- Se, come nel caso delle ustioni, la patologia compromette la funzionalità dell'epitelio corneale, comprese le cellule staminali del limbus, il trapianto deve essere preceduto da un innesto di cellule staminali autologhe, prese dall'occhio controlaterale sano, moltiplicate in laboratorio in modo da ottenere una quantità sufficiente per ricostruire la superficie corneale.
Quanto dura la degenza in ospedale Generalmente, il ricovero in ospedale viene effettuato il giorno prima dell'intervento e la degenza è di due/tre giorni. L'intervento può essere fatto anche con ricovero giornaliero (day hospital), a seconda dell'organizzazione di ogni singolo reparto ospedaliero e della complessità del caso clinico.
Per quanto tempo bisogna rimanere con l'occhio bendato Il giorno dopo l'intervento, l'occhio viene sbendato: solitamente, è presente una certa difficoltà nell'aprire l'occhio, a causa di una modesta dolenza e di un certo fastidio alla luce.
Non è un intervento doloroso L'intervento non comporta dolore e si esegue in anestesia generale o in anestesia locale. Dal giorno seguente, il paziente viene invitato a rimanere senza benda, per riabituare l'occhio alla luce. Sono normali una iniziale difficoltà a tenere l'occhio aperto, un certo fastidio alla luce e una lacrimazione più abbondante del solito. Tutto questo si risolve e migliora gradualmente nell'arco di alcuni giorni.
Il rischio di rigetto della cornea Normalmente, la cornea è un tessuto privo di vasi sanguigni. Per questo motivo, il trapianto della cornea è un intervento a basso rischio di rigetto. Nel caso in cui si verifichi, una terapia adeguata generalmente lo risolve senza danni per il trapianto.
Quali sono i sintomi di rigetto Il rigetto si manifesta all'inizio con sintomi molto lievi, quali offuscamento della vista, lieve fastidio alla luce e leggero arrossamento dell'occhio: se questi sintomi compaiono all'improvviso e persistono o peggiorano nell'arco di alcuni giorni, è importante recarsi immediatamente dall'oculista, perché la tempestività con cui viene iniziata la terapia è fondamentale nell'evitare danni irreversibili al trapianto. Il rischio di rigetto aumenta quando l'occhio si infiamma, pertanto bisogna fare attenzione a tutte quelle situazioni che possono determinare arrossamento dell'occhio operato, come gli ambienti fumosi, il vento, la polvere, le sostanze irritanti e il cloro in piscina.
Come Fondazione Banca degli Occhi distribuisce le cornee per trapianto Le cornee idonee vengono inviate alle strutture sanitarie, che rimborsano a Fondazione le spese sostenute per l'analisi, il prelievo, la selezione del tessuto e la distribuzione. Nella distribuzione delle cornee, Fondazione adotta il seguente ordine di priorità: - urgenze, con invio del tessuto entro le 24 ore in Italia e in Europa - domanda da parte delle strutture pubbliche e di quelle private convenzionate con il sistema sanitario pubblico del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia - domanda da parte delle strutture pubbliche e di quelle private convenzionate con il sistema sanitario pubblico delle altre regioni italiane - centri privati non convenzionati. Il trasporto dei tessuti ai centri di trapianto viene effettuato da corrieri locali e nazionali con un sistema perfezionato negli anni, che garantisce il mantenimento della qualità e della sicurezza del tessuto, anche attraverso l'uso di speciali contenitori isolanti. |  |
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