Le aree di ricerca di Fondazione Banca degli Occhi

LE AREE DI RICERCA

Fondazione Banca degli occhi nel 2002 ha avviato un progetto ambizioso con la collaborazione di Regione Veneto e di ULSS 12 Veneziana (oggi Ulss 3 Serenissima): con la nascita del Centro Ricerche sulle Cellule Staminali è nata anche un’équipe di ricerca per lo studio e l’applicazione clinica di cellule staminali adulte degli epiteli di rivestimento. Fondazione è diventata così la prima realtà al mondo in grado di distribuire lembi di cellule staminali epiteliali corneali ricostruiti in vitro per curare patologie dell’occhio non risolvibili con il solo trapianto di cornea.
Nel tempo l’attività di ricerca si è ampliata all’intero campo oculare, collaborando in ambito nazionale ed europeo con numerosi Centri di ricerca e Università e sviluppando progetti sulle patologie rare e genetiche dell’occhio; con la nascita di ICOP (The International Center for Ocular Physiopathology) l’attività di ricerca ha sempre più affiancato quella di eye banking, che attraverso lo studio dei tessuti donati e risultati non idonei al trapianto ha potuto sviluppare nuovi trattamenti clinici e nuove tecniche chirurgiche nell’ambito del trapianto di cornea e in generale della cura delle patologie oculari.

 

LA RICERCA SUL TRAPIANTO

Migliorare le tecniche di intervento e i trattamenti clinici sul paziente grazie alla ricerca sulla cornea, al fianco dei chirurghi oftalmologi.

L’INTERNATIONAL CENTER FOR OCULAR PHISIOPATHOLOGY (ICOP). All’interno di ICOP un’équipe di ricercatori affianca l’attività degli operatori di banca degli occhi, dei chirurghi oftalmologi e di soggetti che in diversi campi operano in progetti sulla fisiopatologia dell’occhio. Con lo studio sulle nuove tecniche di trapianto di cornea (come DSAEK, DSEK e DMEK) la ricerca ha attivato nuovi protocolli per la preparazione già in banca di segmenti di tessuto corneale proveniente da donatore (lenticoli): tessuti sempre più selettivi, in grado di aumentare qualità, sicurezza e dunque efficacia clinica del trapianto di cornea. A questo si affiancano i test e lo sviluppo di strumenti per la conservazione della cornea come liquidi e terreni, lo sviluppo e la validazione di nuovi ausili e strumenti chirurgici, e lo studio di nuovi supporti clinici, nel campo dei colliri oftalmologici e non solo, a beneficio dei pazienti.

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LE MALATTIE RARE

Studiare e comprendere i meccanismi genetici alla base delle malattie rare dell’occhio. 
Malformazioni a mani e piedi, labbro leporino alla nascita, problemi a fegato, reni, denti e soprattutto alla vista: l'EEC Syndrome è una malattia rara e genetica con moltissime variabili. Fondazione Banca degli Occhi ha iniziato la sua battaglia contro l'EEC diversi anni fa, prima identificando le mutazioni genetiche della malattia presenti nei pazienti incontrati in ambito diagnostico, poi studiando le correlazioni tra i loro geni e il manifestarsi della patologia. In questo come nel caso di altre malattie rare, l’attività di ricerca di Fondazione indaga i meccanismi genetici e molecolari alla base dello svilupparsi della patologia e le possibili soluzioni cliniche, come recentemente espresso dagli studi pubblicati sull’utilizzo della mucosa buccale nel contesto dell’EEC Syndrome

Rare deseases: EEC Syndrome

 

LE CELLULE STAMINALI

Prospettive e reali utilizzi delle cellule staminali epiteliali. Dalla ricostruzione dell’epitelio della cornea e della congiuntiva all’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali.
Sono ad oggi più di 200 i pazienti colpiti da gravi traumi o ustioni all’occhio trattati con l’innesto di cellule staminali autologhe provenienti dalla Cell Factory di Fondazione Banca degli Occhi, in uno dei primissimi utilizzi clinici della terapia cellulare. Ma la ricerca sulle cellule staminali della cornea e in generale sugli epiteli va avanti anche su altri fronti: lo studio della congiuntiva finalizzato ad isolare e caratterizzare le sue cellule staminali e studiare una sorta di "congiuntiva in vitro"; l’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali che si trovano nel midollo osseo per combattere i danni corneali bilaterali; la possibilità di trapiantare cellule staminali e cornea in un solo intervento, ripristinando il pool di cellule staminali in quei pazienti che ne sono privi a causa di patologie, grossi traumi o ustioni e ricostruendo allo stesso tempo l'architettura corneale danneggiata. 

Limbal stem cell deficiency

 

 

 

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